A quanto pare in Italia c’è un problema di vitale importanza.
Talmente importante che noi stessi non ce ne siamo resi conto, nel vedere al TG di Fede la vecchietta al mercato che guarda i prezzi dei pomodori e si lamenta di Prodi, e nel constatare l’aumento giornaliero di acqua, luce, gas e cose che noi credevamo fossero estremamente importanti.
No, amici.
La cosa principale in Italia non è il caroprezzi o le tasse, o il fatto che un calciatore possa sfamare il Brasile.
La cosa fondamentale per noi italiani è volare.
Esattamente.
L’Alitalia.
Ovvio.
Il malcontento generale non è dato dai salari bassi o dalle morti bianche, o dall’ecopass.
No. E’dato dal fatto che presto l’Italia non avrà più i suoi aereoplanini malconci che applaudiamo ogni volta che atterrano per miracolo o che arrivano con solo tre ore di ritardo.
Un malcontento evidente.
Forse tutti i pensionati darebbero la loro pensione e le loro badanti per un viaggetto in aereo.
Certo, il fatto che dopo tale viaggio non potrebbero più vivere e dovrebbero pagare a rate anche l’ossigeno che respirano non importa.
Però parrebbe, dall’importanza con cui si discute, che darebbero anche due costole e la loro cataratta per sedersi su tali velivoli del piacere.
Ecco, io non credo che l’Italia e la situazione nel nostro paese possa migliorare con o senza un’azienda fallita da tempo.
Non credo anche che possa peggiorare, però, con le condizioni economiche precarie che persistono tuttora, non penso che con l’Alitalia andremmo volentieri in America o a Parigi a prendere rispettivamente un hamburger o una baguette.
La fame continuerà.
E mi pare assurdo che il cavaliere spenda tanti soldi per comprare un’azienda, giusto perchè non ne aveva abbastanza prima, con gli stessi soldi con cui potrebbe rifinanziare le casse dello Stato.
Certo.
Ora tutti sostengono Berlusconi e l’asta con cui ricaverà l’ennesima potenza come fosse un eroe, quando è chiaro che non sia così caritatevole comprare un qualcosa che comunque darà il suo fatturato.
Per dirla in parole povere, il cavaliere cerca di recuperare un’azienda per sostenere il paese, quando poi saranno gli stessi italiani a pagare i biglietti al cavaliere per sostenere l’azienda.
Oltre al fatto che con tale gesto eroico incasserà voti felici e soddisfatti di italiani che crederanno di poter volare grazie al cavaliere.
Quasi come cavalcassero il drago Falkor nella storia infinita con il sorriso del cavaliere trapiantato.
L’obiettivo primario quindi, sarà volare.
E forse finalmente, anzichè al pilota, quando atterrerà l’aereo, potremo applaudire il cavaliere.
Lui si che è buono e caro a regalarci il dono del volo. In un’Italia che sta giusto planando verso una montagna di sterco.








