Quest’oggi continueremo a parlare della blogfobia con un nostro carissimo blogger.
Benvenuto a Murphy, il nostro fedele amico.
Si, se ben ricordate Murphy è un cane.
Ma andiamo con ordine.
Cioè dalla prima comparsa di tale fobia.
La paura di vedere il proprio link scomparire da un blog di splinder sulle tette rifatte, o da un blog sui gerani di zia Catalda, link sudatissimo con un corteggiamento tramite posta privata per mesi facendo continui complimenti allo splendore dei gerani e ai concimi utilizzati, nonchè proponendo uno scambio ‘link-concime naturale’.
Ebbene, la paura di non scrivere più alcunchè nel blog, di non trovare notizie su cui spettegolare e su cui indignarsi e concordare con le varie blogstar.
La paura di non trovare più promozioni, marchette, nonchè iniziative.
E allora lo sforzo di trovare un bannerino in stile Grillo su qualcosa di socialmente utile come ad esempio “Aboliamo le vecchie che accendono la televisione a volume altissimo alle sette del mattino per sentire l’oroscopo e il meteo in qualsiasi canale” oppure “Solidarietà al Gabibbo che non fa più servizi scottanti come quelli di Cristian Cocco” o “Liberate Michelle Hunziker dallo spirito di Berlusconi“.
Ma anche quelli non avrebbero attecchito.
E allora cosa fare?
Semplice.
Ridursi al silenzio.
Sempre meglio non dire niente che postare vignette o link senza senso, pensava Murphy.
E forse avrebbero dovuto pensarlo in parecchi altri.
Però ora pare che la crisi del post bianco Murphy l’abbia passata con successo.
O almeno spera.
Diciamo che cercherà di fare posts più sensati magari.
Ah no?
Allora cos’è che hai superato?
Cosa?
Ah…la paura di leggere troppo tempo il blog della Bignardi?
Capisco…








