Allergeni
di PaleoZotico
Qualche giorno fa, mentre nullafacevo bighellonando in rete, mi sono imbattuto nelle parole pronunciate dal papa durante il suo recente viaggio in Brasile. L’occhio correva, un po’ distratto a dire il vero, sulle righe dello schermo, finchè son giunto ad alcuni gustosissimi ed esilaranti passaggi. Inizialmente ho creduto di aver letto male, poi ho pensato che, di sicuro, qualcuno aveva inserito a bella posta delle frasi incredibili: così, per fare uno scherzo. Allora ho rintracciato l’originale del discorso dal sito del Vaticano, ma –horresco referens- ho scoperto che era tutto vero.
Sconsolati e afflitti, cogliamo fior da fiore:
“Ma, che cosa ha significato l’accettazione della fede cristiana per i Paesi dell’America Latina e dei Caraibi? Per essi ha significato conoscere ed accogliere Cristo, il Dio sconosciuto che i loro antenati, senza saperlo, cercavano nelle loro ricche tradizioni religiose. Cristo era il Salvatore a cui anelavano silenziosamente.”
Senza saperlo, quindi, i popoli precolombiani cercavano Cristo. Di più: anelavano. E silenziosamente. Chè, anche se avessero anelato a voce chiara, nessuno li avrebbe capiti, visto che non parlavano la lingua dei colonizzatori.E fin qui, a parte una visione della religione un po’ da vendita porta a porta (avete presente i Testimoni di Geova? Sì, quelli che vi vengono a bussare alla porta e poi, tenendo il piede sulla soglia per evitare che gliela chiudiate in faccia, continuano a cercare di convincervi come, sebbene vi dichiariate atei, in voi c’è tanta spiritualità e siete solo delusi dalla Chiesa e basta che guardiate dentro di voi e…altrimenti, l’Apocalisse!), non ci scandalizziamo tanto.
Poi, però, si continua:
“Ha significato anche avere ricevuto, con le acque del Battesimo, la vita divina che li ha fatti figli di Dio per adozione; avere ricevuto, inoltre, lo Spirito Santo che è venuto a fecondare le loro culture, purificandole e sviluppando i numerosi germi e semi che il Verbo incarnato aveva messo in esse, orientandole così verso le strade del Vangelo.”
Ecco: lo Spirito Santo, non qualche conquistador, è venuto a fecondare le loro culture (e solo quelle, ovvio), purificandole! Ma, soprattutto, sviluppando numerosi germi: il che a me fa venire in mente le epidemie trasportate sulle navi europee che hanno decimato gli autoctoni, più che la nascita di un sentimento cristiano.
E questo, ancora, è niente:
“In effetti, l’annuncio di Gesù e del suo Vangelo non comportò, in nessun momento, un’alienazione delle culture precolombiane, né fu un’imposizione di una cultura straniera.”
In nessun momento. Infatti le culture precolombiane sono vive ancora e lottano insieme a noi: nessuno le ha annientate col pretesto che fossero barbare e incivili in quanto non cristiane…
E per finire, una chiusa che si adatta al nostro tempo:
“Le autentiche culture non sono chiuse in se stesse né pietrificate in un determinato momento della storia, ma sono aperte, più ancora, cercano l’incontro con altre culture, sperano di raggiungere l’universalità nell’incontro e nel dialogo con altre forme di vita e con gli elementi che possono portare ad una nuova sintesi nella quale si rispetti sempre la diversità delle espressioni e della loro realizzazione culturale concreta.”
Questo mi pare proprio l’identikit del cattolico da family day: non pietrificato in un determinato momento della storia e aperto all’incontro con le altre culture. Salvo bollare di essere un terrorista dal volto umano, senza valori e corruttore della società, chi non riconosca un’autorità trascendente e un libro vecchio di più di 2000 anni come unica fonte di verità.
P.S.: Un grazie a Yurj, che mi ha invitato a sproloquiare in questo blog.








