Ieri il Premier ha commentato il Family Day con gran pacatezza, tornando a scontri fisici e guerriglieri di ogni sorta. Mancava soltanto la Guerra Fredda e il quadro ottimistico era completo.
Prodi, infatti, sa come non dar peso alle manifestazioni di destra.
Per la manifestazione sulla finanziaria del 2 dicembre a Roma, infatti, ha dichiarato molto sportivamente: “Basta giocare con la piazza”.
E gli altri, altrettanto sportivamente, al Motorshow di Bologna e dall’alto della loro cravatta a pallini e doppiopetto firmato, hanno forbitamente spernacchiato Prodi.
Sembra di veder due bambini contendersi l’ultimo giocattolo rimasto sul tavolo. In questo caso il popolo italiano.
Ma andiamo con ordine.
Prima il Premier dà un leggero smacco alla manifestazione, dicendo: “Family day? Non è giusto strumentalizzare la religione” e continua: “lo Stato deve essere laico”.
“Non si capisce cosa intenda”, ha detto un manifestante con una bandiera raffigurante Gesù che crocifiggeva i gay.
Poi, però, rimprovera i suoi, dicendo che: “Le lotte tra guelfi ghibellini devono finire” perchè “hanno rovinato l’Italia per secoli”.
Non credo che Berlusconi fosse in carica da così tanto tempo, comunque potrebbe anche darsi.
Prodi continua, ai microfoni di Radio24, dicendo: «La famiglia è un argomento di importanza enorme come, del resto, quello religioso, che ho vissuto e vivo sempre in modo strettamente riservato».
Ovviamente portando sua moglie alle trasmissioni e mostrandola come una medaglia (neanche assomigliasse alla Gatta Nera, per dire).
Ma eccolo che infila anche lì il famoso Pd, che dovrebbe essere un collante per “mettere insieme cattolici e non cattolici per programmi dedicati alla gestione della cosa pubblica”.
Come se l’Unione non fosse già abbastanza variopinta, tra i Bertinotti e i Rutelli e tra i Mastella e i Follini.
Questo nuovo partito ha intenzione di inglobare cristiani praticanti a favore della famiglia, atei a favore dei pacs ma contro i cristiani, minoranze etniche, ambientalisti, liberali, camice nere, le povere bestie maltrattate allo zoo e Orietta Berti, che ormai pensa di finire i suoi giorni a cantare a Buona Domenica.
Un po’ come le bestie maltrattate allo zoo.
Ma ecco che qualcuno tira fuori l’argomento pensioni, argomento che aveva suscitato scalpore tra Padoa Schioppa e Bertinotti qualche tempo fa, e che ora si rimostra, ma Prodi, ben allenato tira fuori la risposta standard progettata a tavolino dagli esponenti dell’Unione per non far trapelare la loro incoerenza:
«È complessa (la riforma delle pensioni ndr). Saranno giorni e giorni di riunioni faticose, ma l’accordo lo troviamo, perché sappiamo che vuol dire dare un minimo di futuro all’Italia».
Se il futuro dell’Italia è questo, sinceramente, preferisco andare a fare l’eremita sulle montagne come il Dalai Lama e scrutare il sole specchiarsi nel lago.
Molto più realistico della politica italiana…








