Bonsai

Piccolo Blog per piccole menti

Bambini assassinati a colpi di cannone

Dopo tante campagne antialcool per i numerosi incidenti stradali, dopo le raccomandazioni di centinaia di bravi conduttori e telegiornalisti come replicanti al servizio del buonismo impenitente e dopo il triplice trafiletto di Serra-Gramellini-Severgnini, oggi si può ancora bere e circolare liberamente.
Basta non fare manovre brusche, andare a zig zag e non avere la sfortuna di non capitare proprio in quell’uno su cento (che poi si fa per dire) che viene controllato.

Eppure, mi sembra di ricordare che nessuno abbia accusato le macchine, o ancora peggio, l’alcool.
Nessuno ha messo alla gogna il fiasco di vino che questo paese tanto ama, o alla ghigliottina una povera birra chiara, o alle sbarre un fiaschetto di vodka comunista.
Ora, invece, sarà per i bambini, sarà per la portata del misfatto, ma si fa distinzione anche per lo stato di ebbrezza.

I telegiornali, discretamente, ci fanno notare che l’autista è risultato positivo a un qualunque test che prova che nel sangue vi erano sostanze allucinogene.
E così, brandendo, sempre discretamente, un megafono, i vari Sposini e Fede gridano: “Attenzione! Attenzione! Scoperta la causa dell’incidente! La ganja assassina ha colpito ancora! Sono stati trovati residui di sostanze stupefacenti nel sangue dell’autista!”
E poi, più sottovoce: “Non si sa a quando risalgono, però…”

Ora, non capisco perchè posso comodamente andare in una qualsiasi enoteca e circolare liberamente con tre bottiglie di barbera sotto il braccio e non posso, invece, circolare con qualche grammo di marjuana in tasca.
La classifica, in ordine decrescente di pericolosità, stilata dallo studio “Development of a rational scale to assess the harm of drugs of potential misuse” è stata:

eroina, cocaina, barbiturici, metadone di strada (al di fuori dei servizi), alcol, ketamina (un analgesico), benzodiazepine, amfetamine, tabacco, buprenorfina (un analgesico), cannabis, solventi, 4MTA (4metiltioamfetamina), LSD, metilfenidato (il Ritalin), steroidi anabolizzanti, GHB (per disassuefare gli alcolisti), MDMA (l’ecstasy), alchilnitrati, khat.
Il problema sociale è o non è il fatto che esista un numero piuttosto alto di persone che utilizza sostanze psicotrope che causano dipendenza fisica e, quando abusate, possono portare alla morte?
Stiamo ovviamente parlando di alcool. Sostanza che può essere trovata al supermercato.

Ma passiamo avanti.
C’è piti, che su OCE, scrive: “quante energie e simbolgie spese per una cosa così dappoco (termine da libro ottocentesco)”
Ora, la criminalità mi sembra una cosa non da poco. E come ben sappiamo, il proibizionismo è la prima causa della criminalità. In USA il proibizionismo ha causato, negli ultimi 10 anni, un’incremento annuo dei profitti della criminalità del 500%. In molti paesi, la corruzione relativa al commercio delle droghe è diventata quasi una questione di abitudine e la sicurezza pubblica viene messa in pericolo dalle bande armate che si contendono apertamente questo mercato così proficuo. Nelle città principali l’80% della microcirminalità è relativa al “mondo delle droghe”.

Senza contare i terribili immigrati marocchini et similia, che tutti vogliono cacciare a pedate, ma solo dopo aver comperato da loro una dose.

Passiamo al secondo punto, illustrato da piti è: “2) legalizzare= legittimare= aumento dei consumi= incontrollabilità dei medesimi”
Nulla di più falso.
Per dimostrarlo si può benissimo prendere come esempio l’Olanda. Laddove gli spinelli sono liberalizzati, ma nessuno ne abusa.
Negli anni 60 e 70 l’uso delle droghe, come i prodotti della Cannabis e gli oppiacei, aumentò considerevolmente, soprattutto nell’ Europa occidentale e nel nord America, provocando un generale panico. Si temeva che la situazione creatasi attorno al problema droga sfociasse in una realtà ancora più drammatica. Fu soprattutto per questa ragione, che in quegli anni le nuove strutture delle politiche nazionali ed internazionali furono notevolmente ampliate e sviluppate, nel chiaro intento di combattere l’ uso delle droghe. Da allora i livelli di consumo dei vari tipi di droghe nei paesi in questione, hanno fluttuato considerevolmente. In alcuni paesi l’uso è aumentato mentre in altri, tra cui i Paesi Bassi, l’uso della droga sembra essersi stabilito al livello che raggiunse nel 1980.

Bene, ora passiamo all’equazione tra presenza di tracce di droga nel sangue e stato di alterazione.
Così possiamo provare che in realtà non significa proprio nulla, se troviamo tracce di stupefacenti nel sangue, con un incidente.
Hanno trovato tracce di cannabinoidi nel SANGUE dopo 6 mesi.
Lezioncina:
I cannabinoidi lasciano tracce nei tessuti adiposi, che vengono smaltite gradualmente dal sangue (attraverso i reni, che producono urina).
I “detection limit” da campioni in vivo (cioè sangue e urina) variano motlo dalla periodicità di utilizzo, nei casi di consumo cronico quotidiano e per lunghi periodi si arriva fino a 50 giorni (fonte: istituto di tossicologia forense dell’università di padova). Tutto ciò ammettendo che gli abbiano fatto un test poco adatto (esame del sangue piuttosto che delle urine), perchè sappiamo che l’esame tricologico dipende molto dalla lunghezza dei capelli (questi, infatti, assimilano le sostanze ingerite, quindi facilmente rilevabili. A meno che non si sia passati dal parrucchiere, ovviamente)
Ora, io mi chiedo: questo autista la ganja se la mangiava al posto dell’insalata oppure tutto questo c’entra come un buco del culo sul gomito?

Secondo me la seconda, anche perchè si sa che i telegiornali non hanno il compito di informare, bensì di scioccare.

3 Commenti »

  piti wrote @ Maggio 11, 2007 at 09.21

periferia molta, ironia meno
però, quando uno se la canta e se la suona, buon per lui

  adbonsai wrote @ Maggio 11, 2007 at 09.21

ok.
argomentazioni inerenti all’articolo, piti?

Yurj

  Canna bis - The return « Bonsai wrote @ Maggio 22, 2007 at 09.21

[...] credevo di essere così seguito, ma soprattutto così frainteso. Dopo il post sulle droghe, mi si accusa di fare propaganda mafiosa per stimolare l’uso di stupefacenti. [...]

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