Mentre Tony Bleah (e so come si scrive) si appresta a lasciare il suo sorrisone sulla poltroncina concata britannica, e la Regina saluta con la manina dicendo in falsetto Hello! Hello!, qui in Italia regna il panico per una certa metà di elettori.
Ultimamente, infatti, non soltanto ci si interessa con particolare attenzione, nonchè attivismo politicante verso l’estero francese (che fino allo scorso Luglio tutti odiavano), bensì, or ora, anche per la Monarchia (che già di per sè è riluttante, se poi aggiungiamo i ritratti di chi la compone, poi, non ne parliamo).
Eppure, Bleah ci teneva a far sapere del suo lascito da ben due anni. Quasi nessuno, però, ci faceva caso, sotto il Regno delle Banane con il Cavaliere al potere.
Nel lontano aprile 2005, infatti, i giornali intitolavano così:
Il Tf1 diceva ironicamente “L’ultima campagna di Tony Blair”. Anche The Daily Telegraph si concentrava sul fatto che questa era l’ultima campagna con “Blair conferma che si dimetterà”. Lo spagnolo El Mundo gli faceva eco con “Blair conferma che questa sarà la sua ultima elezione come leader laburista”.
Così, facendo soffiare qualche naso nei fazzolettini bagnati, il caro Tony sorrideva. E tra i pianti e i menefreghismi gioiva, pensando di aver apportato uno sconvolgimento globale, poi ripetuto nel 2006 a tutto il mondo (perchè lui non ci teneva a farlo sapere, sia chiaro).
La Stampa intitolava “Blair si dimetterà a fine mandato”, mentre La Repubblica sottolineava “Blair: mi dimetto” e così via.
Eccolo, ora, a ripetere per l’ennesima volta che se ne andrà per sempre.
Fortuna, però, che non potrà più aiutare qualcuno ad invadere uno Stato!
Orecchie a parte, s’intende…








