In tempo di Pacs ci si domanda ora con quale spirito noi giovani (m’includo, data la sindrome di Peter Pan che mi affligge), dovremmo avvicinarci ad un rapporto con l’altro sesso.
Avvicinarsi all’altro sesso è facile, certo, ma trovare lo spirito giusto no.
I problemi di coppia ci sono, e questo è inevitabile: alcuni dicono che rafforzino il rapporto, altri che lo ravvivino, altri che lo spezzi e altri ancora non hanno risposto al sondaggio.
Il divorzio è una cosa seria, e ci si chiede non solo se sia giusto usarlo come jolly ogni qual volta ci sia un sassolino nella scarpa a pungere come una minaccia in occasioni come: la moglie si è tinta i capelli di un colore che non le evidenzia il viso e quindi lui inizia a non conoscerla più, il marito non le ha passato il sale a tavola e quindi lei non lo conosce più, lui si è tinto i capelli e si fa chiamare Ramona per cui lei non vuole più conoscerlo e così via; ma anche se sia il caso, ormai di rimanere single.
Leggo su un sito di gossip (questa parola blasfema ha intaccato pure il mio blog, purtroppo): “La Spears festeggia il divorzio. L’ex reginetta del pop ha organizzato un party all’esclusivo club The Bridge, nel centro di Los Angeles”
E potrei ancora capire che dopo duri anni di sofferenza a cercare di mettere le cose a posto abbia avuto il coraggio di spezzare un matrimonio, se fosse veramente così.
E mentre Pamela Anderson si rimette con Tommy Lee per la quattordicesima volta, Katie Holmes si lascia dal suo mangiaplacente preferito, sì quello che vola e che sconfigge i Venusiani in Mission Impossible, mandando in rovina un altro matrimonio.
Questa parola strana, il matrimonio, che ogni tanto si sente, ma che nessuno più ammira. Questa routine, ovvero sposarsi con l’intento di divorziare, ancora c’è.
I nostri nonni riuscivano a guardare avanti e a sopportare le minime discordanze per salvaguardare la famiglia, salvare il matrimonio e il loro rapporto.
Certo, ognuno è libero di gestire il proprio, ma sembra un male comune. O meglio, un’epidemia.
Ora non c’è più il problema di salvare il proprio sodalizio, dato che i matrimoni servono soprattutto a farsi lasciare, e servirebbe anche uno spot all’occorrenza per informare e avvertire le mogli di tutto il mondo: “Moglie! Non vai d’accordo con tuo marito? Non lo trovi più così affascinante e atletico? Litighi con lui perchè non è riuscito, dopo tanti anni, a farsi dare un aumento decente? Non dura più di tre minuti, e anche quelli sono piuttosto scarsi? Buttalo. Noi valuteremo il tuo usato e te ne daremo uno nuovo!”.
E sarebbe anche normale, sentire uno spot del genere, in un tempo dove il consumismo ha preso di mira anche il matrimonio.
Matrimonio ormai non rispettato più come sacramento, ma come cerimonia. O forse neanche, ed è rispettato come banchetto ed album fotografico.
Allora qual è il rapporto ideale per stare con una donna? Uno senza vincoli.
Semplice.








