Ho taciuto fin’ora, e solo e soltanto perchè la cosiddetta arringa di Casini mi ha gelato per alcune ore di fronte al tv.
Ma iniziamo subito: “Sono orgoglioso di questo partito”, è l’esordio del leader dal palco.
Esordio peggiore non poteva studiarlo nemmeno Flavia Vento (che ricordiamo concorrere con Casini e Mastella per il titolo di ‘banderuola del secolo’).
“Aver sostenuto le nostre forze armate votando il rifinanziamento della missione in Afghanistan”.
E qui si palesa il suo essere di sinistra dalemiano e non bertinottiano che alberga in lui, laddove il resto del centrodestra è riuscito ad astenersi incatenandosi le mani alla poltrona.
“Non dobbiamo vergognarci di difendere l’identità cristiana dell’Italia. Si tratta di difendere le nostre tradizioni, che dobbiamo trasmettere ai nostri figli”.
Ecco un salto di poca qualità a destra, con toccata finale al Family Day. Davvero una bella piroetta.
Ma ecco la svolta rapida, dando le spalle al Grande Capo Berluscones: “si aprano pure nuove moschee”, con inchino incorporato, seguito, però da una fragorosa caduta di culo.
Caduto, il nostro Pierferdy non può non rimanere in mezzo: “Comunismo e fascismo vanno liquidati assieme, sono orrori della storia”.
Conclude, poi, con esemplare attacco alla sinistra, “senza ideali, un po’ americana e un po’ africana, un impasto di radicalismo senza valori”.
Certo, perchè lui i veri valori li conosce, li sa e li apprezza.
Quante volte, infatti, ha chiamato il Grande Capo per ringraziarlo di quei valori…








